Lapio
Situato su di un poggio, baciato dai raggi del sole, all'ombra del monte Toro, sorge LAPIO in una mistica solitudine , rotta dalla presenza e dalle luci di altri paesi vicini, posizionati su colline della medesima altitudine. D'inverno é assalito dalla malinconia e preferisce il calore del focolare domestico, gli esercizi spirituali in chiesa o la permanenza al bar tra gli amici. Il vecchio “BORGO” vive la contemporaneità, si cimenta nella ricerca affannosa di tecniche e metodologie, che gli danno lustro, vivendo nella parsimonia e nella inventiva. Spesso il vecchio agglomerato é invaso dai ricordi: il rincorrersi dei bambini nei vicoli acciottolati, i giochi alla mosca cieca o alla settimana. Ricorda i vecchi maestri, gli antichi artigiani, che lavoravano nelle botteghe fino a notte fonda; la sfilata dei “Misteri” del Venerdì Santo, la processione della Madonna del Carmine, di S.Pietro Martire, di Santa Rita da Cascia, della Madonna delle Grazie, di S. Antonio, dell'Assunta, del Corpus Domini, della Madonna di Montevergine, della Madonna di Loreto, di S. Giuseppe, di S.Caterina d'Alessandria, di S. Michele, di S. Vincenzo. Ricompaiono i vecchi odori e sapori : “i fusilli ed i mogliatielli”, “a pizza e menesta , a menesta ‘mmaritata”,”fagioli con le cotiche” “pizze chiene”, “taralli”ed altre leccornie , condite con olio locale ed innaffiate dal “FIANO”. I ricordi cedono lo spazio all'attualità (dall'anamnesi del passato, la diagnosi del presente e la terapia del futuro): l'economia agreste é stata sostituita dall'economia recente , basata sulla produzione degli albums fotografici, delle valigette, delle cornici , dei merletti e dei ricami, della falegnameria, dell'idraulica, del ferro battuto, del pane e da varie iniziative giovanili.

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