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Don Angelo Costanza PDF Stampa E-mail

 

Don Angelo Costanza


Don Angelo Costanza nato il 23 luglio1905 a Boston Mass USA figlio di genitori italiani emigrati . Nel 1920 entra nel seminario arcivescovile di Benevento. E' ordinato sacerdote il 5 febbraio 1933 . Nell'ottobre dello stesso anno, come economo spirituale va a Montemiletto sino al 1935.Da qui passa a Poppano in cui solo con l'interruzione di tre anni, vi rimane per ben vent'anni. E' stato parroco del suo paese fino al 1985 . Muore a Lapio il 12 febbraio 1986. Ha scritto diverse opere sacre tra cui “ Distruggiamo il prete” dramma in 5 atti, quello di Santa Margherita regina di Scozia, “Vita senza Vita” , “Messaggio di un parroco di Campagna”.

E' BELLO LODARE IL SIGNORE

Le nuvole,sparse nel cielo

di bianco colore azzurrino,

si formano a guisa di velo,

più bello sorge il mattino!...

Ormai è passato il torpore…

incomincia un canto Divino

e di musica fatta di amore

e discende nel core gradita!...

Come balsamo leva il dolore

giorno e notte porta la vita…

O viventi, lodate il Signore.

 

Sac. Angelo Costanza

Tratto dal libro Vedo e… piango di

Don Angelo Costanza

COMMEMMORAZIONE DI DON ANGELO COSTANZA ARCIPRETE EMERITO DI LAPIO

Il 12 febbraio 2004, in occasione dei diciassettesimo anniversario della scomparsa di Don Angelo Costanza, Arciprete emerito di Lapio, F Amministrazione comunale ha voluto rendere più solenne la ricorrenza con la posa di una targa a ricordo, proprio davanti alla casa dove non era nato, ma dove aveva trascorso la sua infanzia e fanciullezza e che io aveva visto crescere e formarsi alla vita di uomo e di sacerdote. Ne è seguita, come ogni anno, una cerimonia religiosa in Chiesa, con la celebrazione di una Santa Messa a suffragio, voluta dall'officiarne Mons. Aurelio Capone, suo successore, alla quale ha partecipato con devozione la Comunità Parrocchiale. Un riconoscimento molto apprezzalo, perché segna, a distanza poi di tanto tempo, una presenza ancora viva nel ricordo degli Amici che tanto amò quanto ne è tutt'ora riamato, fino al punto che hanno voluto scolpire, indelebilmente questa volta, in una pubblica targa il suo nome, rendendolo, così, personaggio illustre di Lapio. Don Angelo, umile parroco di campagna, come amava definirsi, viene ricordato, ancora oggi, proprio perché seppe incarnare, con dedizione, i sentimenti più autentici dei "suoi" Parrocchiani: gente non estranea alla riconoscenza, pur senza fronzoli di chi la ostenta come una medaglia ai petto di cui menai vanto.

Prete esemplare fino al midollo, con una apertura mentale, una creatività, una cultura sul piano ecclesiale e sociale, che spesso sembrava contraddire con la logica pura e semplice del suo essere umile e modesto e che lo hanno reso, più di ogni altra cosa, testimone di una laboriosità "contadina", assimilata dalia sua amata terra, capace di coniugare concretezza e spiritualità. lì lutto magnificamente sintetizzato, con particolare versatilità umanistica, in quella splendida iniziativa, quasi un'avventura, durala ininterrottamente per circa un quarantennio. Egli infatti, voile arricchire, con straordinaria passione, la bellissima Chiesa Madre di Lapio, la "sua Parrocchia", di una vera e propria collezione di opere d'arte sagra, a perenne dimostrazione di affetto e riconoscenza verso i "suoi" Parrocchiani", che con la loro fattiva collaborazione e la loro straordinaria generosità contributiva, hanno reso possibile la realizzazione di un così importante patrimonio artistico, ricco di pregevoli bassorilievi in legno provenienti da una storica "bottega artigianale" di Ortisei (BZ), tanto ammiralo anche dagli occasionali visitatori.

Una grande passione di amore e di zelo ha dunque sentito Don Angelo Costanza per la "sua" Chiesa, per il "suo" Paese, anche se nato a Boston Mass (U.S.A.) il 23 Luglio 1905, da genitori lapiani emigrati, a contano dei quali aveva vissuto, sia pure per breve tempo, la difficile e tormentala condizione di emigrato. Condizione che svilupperà nei suo animo il senso dell' impegno, della generosità, della perseveranza, dei sociale, del sacrificio, che successivamente si tradurrà, appunto, nella vocazione Cristiana ai Sacerdozio.

Anciie Don Angelo, ovviamente, qualche difetto io aveva. Ma compensalo dai molteplici pregi. Probabilmente è proprio per questo che in suo ricordo commuove ancora intensamente quanti l'hanno conosciuto, quelli, soprattutto, che nel momento del bisogno, e non solo spirituale, se io sono trovalo accanto. Sempre disponibile, prodigo di consigli, di sostegno, di aiuto. Un altruista nato.

No, non è vero, e io verifichiamo oggi più che mai anche con la cronaca di questa lodevole iniziativa, che le tracce del passato scompaiono con le persone, al momento

della loro morte. No, Don Angelo Costanza, ancora oggi vive nei cuore dei lapiani, io ricordiamo, anzi, io "vediamo" in mezzo a noi, d'inverno, avvolto nei suo mantello nero, durante le nevicate, con le scarpe infangate; d'estate, nei suo rigoroso abito talare, correre dappertutto, verso il capezzale dei moribondi a portare, l'estrema unzione, la parola di conforto e il Santo Viatico, verso la porta del campanile della Chiesa per suonare la campana dei primo mattino oppure, accompagnato dai chierichetti, verso le abitazioni dei "suoi" Parrocchiani per la tradizionale benedizione pasquale. Un gesto di attenzione spontaneo, questo della targa a memoria, un atto di squisita delicatezza di sentimenti umani da parte della Cittadinanza, dell'Amministrazione Comunale, dell'Arciprete, che vanno tutti colti, tuttavia, non confondendo il valore assoluto della memoria con quello assai più relativo della pubblica visibilità che Don Angelo, d'indole semplice e schivo, non ha mai perseguita.

Tutti siamo sicuri, comunque, che dall'alto del Cielo, dov'è, compiaciuto e sorridente, ha gradito, e, riconoscente, ha raccomandato, con maggiore insistenza, al Signore i "suoi" affettuosissimi Parrocchiani.

Avv. Raffaele Costanza

 

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