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MISTERO DEI MISTERI

di Ester Lorido

Le celebri riproduzioni in statue di cartapesta della Passione di Cristo non seguono la processione. Il paese è perplesso Se il clima insolitamente mite potrebbe essere considerato di per sè una consistente novità del Venerdì Santo 2005, non risulterà tuttavia essere la più saliente. Infatti, ciò che si impone con prepotenza a turbare il clima solenne e raccolto del pomeriggio, è un'assenza che non può non essere notata: i Misteri, che solitamente seguono la processione nelle tradizionali tappe, si fermano quest'anno di fronte alla Chiesa Madre. E' un'assenza che pesa più di una presenza sgradita alla propria tavola, se non altro perché diventa l'argomento principale di discussione in un momento votato alla preghiera e al rito. Qualche turista forse, attraversando la piazza e osservando le statue lì riunite, se ne domanda il significato: chi infatti non ha confidenza con la tradizione lapiana potrebbe non carpirne immediatamente il senso e non assaporare completamente la sacralità di questo culto.

Se tuttavia mancano “le braccia” in grado di trasportare le statue, non è facile trovare altre soluzioni. Inoltre, c'è chi sembra apprezzare questa novità accettandola come antidoto all'inevitabile senso di dispersione che si veniva a creare quando i Misteri, separati in gruppi, seguivano tappe diverse. Resta comunque il fatto che all'esposizione dovrebbe forse essere ritagliato uno spazio più ampio, con le statue esposte sempre secondo la logica dell'evento rappresentato, con un'adeguata spiegazione orale( e, perché no?, anche scritta), utile in particolar modo ai turisti. In realtà, ciò che probabilmente tutti i lapiani temono, è che una delle più salde e amate tradizioni del paese possa non ricevere il meritato peso e passare da tinta accesa e vivace che colora le vie nei giorni di Pasqua a una labile sfumatura di un antico folklore. Appare anche un po' paradossale che per tutto il resto dell'anno la Passione di Cristo venga relegata in un magazzino adiacente alla Chiesa di Santa Caterina, quasi si seppelisca così per mesi e mesi il suo significato nei meandri di una memoria collettiva ed individuale pronta miracolosamente a risvegliarsi ogni nuovo Venerdì Santo. L'adorazione del Cristo è un gesto molto personale, uno slancio intimo e profondo che può manifestarsi in qualunque momento, qualsiasi giorno dell'anno. Appagarlo non solo è un diritto del fedele, ma anche un dovere; soprattutto a Lapio, dove splendide opere d'arte sono state create apposta per rendere concreti, davanti agli occhi di tutti, i momenti più significativi della vita terrena di nostro Signore Gesù Cristo. Essi appaiono tragicamente dolorosi ma, allo stesso tempo, ricordano l'infinito amore per le Sue creature; un amore gratuito, certo, ma che sarebbe bello poter ricambiare ogni volta che lo si desidera.

 

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