Comune di Lapio, © 2017 Sito web Realizzato da Studio K s.r.l. - Tutti i diritti riservati.
UNA PAGINA DI STORIA URBANISTICA PDF Stampa E-mail

LE TORRI DI LAPIO DA ELEMENTO DI DIFESA A CIVILI ABITAZIONI (1725).

 

Il 21 novembre del 1723, nella piazza di Lapio e alla presenza del governatore Giuseppe Pirone,   si tenne un "pubblico parlamento" convocato   dagli amministratori dell'Università ( il sindaco Domenico de Matteo e gli "eletti" Domenico Mottola, Antonio Todisco, Giuseppe de Gennaro, Nicola de Joanna, assistiti dal cancelliere Alessandro Iannino) . I 58 capifamiglia intervenuti dovettero affrontare un problema assai spinoso: entro quattro anni bisognava restituire ai padri  di San Pietro a Cesarano, creditori dell'Università, la cospicua somma di  645 ducati (più il 5% di interessi annuì). All'unanimità si decise di sottoporsi ad una tassazione "inter cives" : in pratica, il debito fu suddiviso in parti uguali tra i vari nuclei familiari. Inoltre, per ridurre il peso delle singole quote, si stabilì di mettere all'asta "un edificio antico,  di niuno comodo et utilità, anziché fra breve tempo si rovinerebbe in tutto". Si trattava di «un moraglione con una torre di fabrica scoverta che ANTICAMENTE SI FECE PER COSTODIRE LA DETTA TERRA NEL LUOGO DETTO PIANELLO confinante attorno attorno la via pubblica ....com'anche un'altra torre  che sta attaccata alla casa di Angelo Riccella e confinante col giardino di questo eccellentissimo principe che sta nel medesimo luogo detto Pianello (oppure) il Fosso dietro le torri". La torre ed il muraglione al Pianello (larghi 20 palmi e lunghi 30) furono valutati  45 ducati e 3 tari dai "mastri fabricatori" Leonardo Statuto e Nicola Mottola . L'altra torre  fu valutata nove ducati dallo stesso Nicola Mottola e dall'altro "mastro" Lorenzo Meola. Una prima offerta    fu presentata il 22 luglio 1724 da Aniello Romano, interessato all'acquisto della torre e delle mura del Pianello;  Angelo Riccelli, invece, fece la sua proposta per la torre dei Fossi. Le aste, annunciate dal "giurato" banditore Domenico Tenneriello, si tennero "in publica platea" ( in piazza) il 26 marzo e il 9 aprile del 1725 su disposizione del sindaco Carlo Pascale e dagli eletti Angelo Mele, Giuseppe Lorido, Ciriaco Moccia: non essendo comparse altre persone durante l'accensione della candela , i beni furono venduti a Romano e Riccelli, che le pagarono secondo il prezzo  stabilito dagli "apprezzatori". Ma Aniello Romano non si accontentò della torre.  Il 22 aprile  acquistò due "casaleni diruti nel loco detto La Piazza avanti la chiesa maggiore", confinanti con la "muraglia" appena acquistata e pagati entrambi cinque ducati: il primo ("lungo palmi ventotto e largo sedeci" ) era della stessa Chiesa Madre; il secondo  (" di lunghezza palmi trentadue e di larghezza paimi sedici") della Confraternita di Santa Maria della Neve. Infine, l'11 novembre il "clerico coniugato" Giuseppe Perrotta per venticinque carlini gli cedette ampi spazi di un orto confinante con i beni appena descritti. Con queste operazioni, il "magnifico" Aniello Romano potè costruire una casa signorile di "Otto membri superiori e Otto inferiori con piccolo giardino", che oggi è degli eredi del prof. Goffredo Zarrella. Latorre dei Fossi, invece, appartiene agli eredi di Ernesto Gialanella.


 

Professore Fiorenzo Iannino

 

Bussola della Trasparenza

Verifica in tempo reale:

- Selezionare la tipologia "Comuni"
- indirizzo: portali.studiok.it/lapio

oppure

clicca qui per aprire l'immagine

Utilizziamo cookie tecnici e di terze parti per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Cliccando su Chiudi acconsenti all'uso dei cookie. Per approfondire o opporsi al consenso di tutti o di alcuni cookie, consulta la cookie policy. Per approfondire o opporsi al consenso di tutti o di alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Accetto i cookies provenienti da questo sito.