Cesare Carbone Stampa

CESARE CARBONE

Cesare Carbone nasce a Lapio il 22 aprile 1922 dall' avv. Luigi e da Romano Maria Grazia Anna. Compiuti gli studi ginnasiali presso il Seminario Arcivescovile di Benevento, consegue la maturità classica presso il Liceo Colletta di Avellino e poi la laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II''.

La passione per gli studi umanistici, ancor più che per quelli giuridici, e l'interesse per l' approfondimento storico e letterario lo avvicinano presto al mondo della scuola e alla docenza. La sua attività professionale, prima come insegnante di lingua e letteratura francese e poi come Preside, lo vede impegnato in alcune scuole della provincia irpina, concludendo la sua carriera con il pensionamento nel 1992 in Chiusano San Domenico e San Mango S. c., con attestati e riconoscimenti di merito. Parallelamente all'impegno scolastico coltiva l'amore per la ricerca e per la poesia, che, da appunti giovanili e da spunti ancora embrionali, si concretizza nell' età matura in una produzione che va dalla poesia al dramma sacro e all' elaborazione storica.

Nasce così nel 1978 la raccolta di versi "di là dalla siepe" nella quale viene sperimentata una poetica che l'autore definirà "omografica", mutuando un concetto proprio della geometria proietti va, per esprimere l'ordine e l'armonia della natura e della dimensione umana in una tensione fideistica; nello stesso anno viene pubblicato il dramma sacro "Sosta nella valle ovvero il Tirone Theodoro ", rappresentato una pri lma volta nel' 78, a S. Mango sul Calore, valendo gli una targa del Comune "per meriti letterari e storici", e poi ancora nel 1993 in occasione dei festeggiamenti in onore di "S. Teodoro Martire", patrono del paese. Ma il lavoro più impegnativo, edito nel 1979, è "Lapio una terra la sua storia il suo costume", un' antologia di notizie storiche sul paese natio ed il suo interland, di aneddoti, di memorie, di note idiomatiche e di costume.

L'ultima pubblicazione risale al 1998, una commedia brillante su una maschera popolare di antica tradizione locale, tra storia e leggenda, "Poleceniello", scritta in dialetto lapiano, occasione di un ulteriore approfondimento linguistico, etimologico e semantico. Alcune poesie singole hanno concorso a premi di carattere nazionale e locale, ottenendo notevoli affermazioni; in particolare "La Lucertola", primo premio Poesia Trofeo D'Oro della Toscana 1980, ed altre, premi "Targatrofeo li Mercadantt:. 1980" e "Letterario Nazionale Faliesi". ,

Questo il materiale pubblicato ma molti scritti sono rimasti inediti, ali culli in corso di aggiornamento e rifacimento, altri in fase di elaborazione a causa dell' improvvisa morte avvenuta l' 8 novembre 1999

 

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