Serafino Filangieri Stampa

S. Ecc. Serafino Filangieri Arcivescovo di Napoli

Riccardo Filangieri nacque a Lapio il 24 aprile 1713 da Giovan Gaetano e da Anna de Ponte, baroni di detta terra, principi di Arianiello. A 16 anni fece la professione solenne nel monastero "dei padri Benedettini di Sanseverino in Napoli ed assunse il nome di Serafino". Versatissimo "nelle lettere, nelle matematiche, nelle filosofiche e teologiche discipline", fu nel 1748 "lettore straordinario" presso la Regia Università degli Studi di Napoli. A 45 anni, su proposta del Ministro Tanucci, divenne Arcivescovo di Acerenza e Matera e, successivamente, con dispaccio dellO giugno 1762, passò all' Arcivescovado di Palermo. Qui si distinse, nel 1763, in occasione della carestia e Ferdinando IV, nel dicembre del 1770, lo nominò Cavaliere e Gran Cancelliere dell'insigne Ordine di S. Gennaro.

Si distinse ancora, in occasione dei tumulti del 19 e 20 settembre 1773, che ebbero di mira il marchese Fogliani, Vicerè di Sicilia. Questi fu salvato da Monsignor Serafino, "che era amatissimo dal popolo", con peripezie che hanno un'analogia con l'episodio di Ferrer e del Vicario di Provisione nei Promessi Sposi: fu condotto via dall'Arcivescovo sulla carrozza "accompagnato dalla sfrenata moltitudine con torchj di cera, e di pece, con bandiera spiegata e tamburo battente" .

Il 21 settembre 1773 il Sacro Consiglio lo nominò Governatore Interino. Sua prima disposizione fu la tassazione "dei monasteri delle Monache e dei Monaci, i Conventi dei Frati, i nobili, i Giureperiti, e altre persone ricche", dando esempio, in quel tempo, di sana democraZIa.

Con sovrano decreto del 29 giugno 1774, venne eletto "Presidente del Regno di Sicilia di là dal Faro con tutte le attribuzioni di Vicerè" e tenne la carica fino al 20 ottobre 1774.

Il 24 giugno 1775 il Re Ferdinando IV chiese al Papa Pio VI la nomina del Filangieri a Cardinale Arcivescovo di Napoli. Il Papa non aderì perché riteneva "l'Arcivescovo fin troppo dissinvolto, difetto insito nei Benedettini neri". Si corse il rischio di una rottura diplomatica, che fu evitata dalla sagacia del Tanucci, uno dei più grandi ministri nella storia delle cose d'Italia.

Dispiaceva al Papa "la di lui disinvoltura non ecclesiastica"; si oppose al Papa che "i bigotti affascinano gl'ignoranti", ma "gli Ecclesiastici letterati, illuminati prudenti, di condotta e costumi regolari, e pratici del mondo si attirano la stima, e l'amore della gente colta e illuminata".

Si pervenne così ad un compromesso.

Nel febbraio del 1776 Mons. Serafino venne eletto Arcivescovo

di Napoli, senza la porpora. Con dispaccio del 28 marzo 1777 il Re Ferdinando IV lo nominò Cavaliere di Giustizia, Gran Croce e Gran Priore del Real Ordine Costantiniano.

Il 14 settembre 1782 "Serafinus Filangerius ex principibus Arianelli Congregationis Casinensium Archiepiscopus napolitanus", morì.

"Egli ebbe alta e leggiadra la persona, cerulei gli sguardi, candida la fronte rivelatrice di un' anima purissima e labbra atteggiate ad un angelico sorriso".

La sua figura si può ammirare nel duomo di Palermo e nella sagrestia del duomo di Napoli.

 

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