ILPREMIO DELLE POVERE ONESTE Stampa

LEGATA ALLA FESTA DI SAN PIETRO, LA DOTE DEL “MONTE ORLANDO RIMASE IN VIGORE FINO AL NOVECENTO


A Lapio, le ragazze povere che riuscivano a mantenersi “onorate”potevano sperare nella giusta ricompensa di una dote, dapprima dal “Pio Ospedale”e quindi,dal 1714,anche dal cosiddetto “Monte Orlando”,così chiamato dal fondatore Giacomo Orlando.L’istituzione di questo monte di maritaggio (uno dei tanti disseminati nelle nostre comunità), attivo fino al primo novecento, era legato alla festa patronale di San Pietro martire da Verona, che ricorreva il 29 aprile, quando si sorteggiava il nome della fortunata. Trascriviamo la parte del testamento in cui il benefattore indica le sue volontà a proposito dell’istituzione del monte ed anche i nomi delle prime “ poverelle” da dotare: “ Lascia alla detta cappella di San Filippo Neri sua erede , uno ortale di capacità di tommoli dodici con selva oliveto, ed arbustato con casa dentro di due membri cioè sottano e soprano, sito e posto nel luogo detto l’Ariella… il quale ortale la detta cappella debba affittarlo col l’intervento del reverendo arciprete,Sindico ed eletti, e di quello annuo affitto, che se ne percepì per ciascheduno anno se debbono maritare poverelle di questa presente terra di Lapio, cioè una l’anno, e questo con l’intervento delli reverendi arciprete Sindico et eletti… con questa condizione, che nel detto legato non se ce intromettano nessuno superiore, così ecclesistico come seculare, eccetto che detti reverendo arciprete, Sindico et eletti… li quali maritagli debbono sortire dal seguente modo: al primo anno debia sortire a Camilla Pierro, il secondo anno a GratiaCarmenella e Cirilla Iovanna, il terzo anno a Teresa Carrella, il quarto anno a Carmenella eGratia Nutile, il quinto anno a Benigna de Costanza, il sesto anno alla figlia di Pietro D’Agostino di Castello Vetere, col portere però le fedi del battesimo, il settimo anno a Chiara Carbone, e dopo terminati suddetti maritaggi da esso testatore qui espressi, sedebiano fare le bussole delle poverelle intervenientino anno per anno nel giorno di Santo Pietro Martire in perpetuum da essi reverendo Arciprete, Sindico ed eletti… li detti debianofare piantare a chi sortisce il maritaggio piante numero quattro, cioè due d’olive et due di castagne nel detto ortale  ”. In un atto successivo lo stesso Orlando indicò i nomi di altre giovani da aggiungere alla lista già espressa in testamento.




Professore Fiorenzo Iannino

 

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