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Pietro Antonio Gilberti
Nacque a Lapio il 5 aprile 1843 da Gabbriello e da Mariannina De Musis. Il padre esercitava il mestiere di calzolaio alla Porta de Piedi e, con intelligenza e perspicacia, partecipava alla vita pubblica, ricoprendo più volte la carica di decurione.
Laureatosi in Sacra Teologia, il giovane Pietrantonio si dedicò all'insegnamento e si fece apprezzare ben presto comè latinista e come saggista.
Scrisse dei carmi, tra i quali celebre è quello sulla scoperta dell'America: "Ardua super americanas oras Christofori Columbi inventa carmen in italicos translatum numeros", del 1879. L'argomento, in ritardo di secoli, era in quel periodo di attualità per la insorgenza del fenomeno migratorio e diede all'autore l'occasione di dar prova di padronanza della lingua latina e di una purezza di stile oraziana. Apparentemente ingenuo, invece, è il suo Saggio critico, "Gli opuscoli del Ve Celestino", del 1894, ma occorre considerarlo nell'ampio contesto della Questione Romana.Si hanno notizie di altri lavori, i quali, però, sono andati dispersi, come tutte le opere a carattere scolastico.
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