LAPIO 1842: SI INAUGURA IL CAMPOSANTO
Il 25 novembre 1838, non potendo più ritardare l’applicazione di una legge varata nel 1817, che imponeva tassativamente la costruzione dei camposanti fuori dagli abitati, le autorità comunali di Lapio fecero sigillare tutte le vecchie sepolture esistenti nella chiesa madre di Santa Caterina e nelle altre chiese. Con grande rammarico e dolore per la popolazione, si chiuse un’era plurisecolare. Non mancarono i malcontenti ed i tentativi di prolungare la vecchia situazione: i confratelli del Carmine, ad esempio, chiesero di mantenere aperta la Terrasanta (l’antico cimitero affidato alla loro custodia) e le proprie sepolture, almeno fino all’inaugurazione effettiva della nuova struttura. Il sodalizio di Loreto, per non trovarsi impreparato alla nuova situazione, chiese il permesso di accompagnare i defunti al nuovo camposanto, che giàdal 1830 si era deciso di costruire nella chiesa dell’ormai soppresso convento francescano di Santa Maria degli Angeli.
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Superata la stasi degli anni precedenti, i lavori ripresero con relativa celerità. Nel 1841 furono (purtroppo) abbattutigli ambienti ritenuti superflui e di impaccio alla nuova opera. Si approntò anche l’area destinata ainon battezzati, ai defunti di altre religioni e agli “impenitenti”. Alla fine dell’estate mancava soltanto la benedizione. A novembre, però, l’arciprete si rifiutò di impartirla, trincerandosi dietro un ordine dell’arcivescovo. In effetti, la curia di Benevento aveva ritenuto insufficienti i lavori sino ad allora eseguiti: in particolare, mancavano le necessarie suppellettili dell’altare (crocifisso, pietra santa ecc.). Risolto il problema ed affidato l’incarico di custode a Pellegrino Nutile, il camposanto venne finalmente inaugurato agli inizi del 1842. Dell’evento ciresta una breve cronaca, che l’intendente provinciale Patroni ( più o meno l’attuale prefetto) volle pubblicatasul suo giornale ufficiale: “ Il dì 14 dell’or decorso mese di febbrajo ebbe luogo la solenne benedizione del Camposanto del comune di Lapio, che rimase indi aperto al pubblico seppellimento. La sacra cerimonia fu commovente non meno che dignitosa. V’intervennero quel reverendo Collegio de’ Canonici col Clero, il giudice conciliatore, il supplente giudiziario, la intera Guardia Urbana guidata dal capo e dal sotto-capo, il corpo decurionale, e tutti gli altri funzionari ed impiegati comunali, seguiti dalla maggior parte della popolazione”. Appresa la notizia, anche ilministro dell’interno espresse il suo compiacimento, visto che il camposanto di Lapio era stato uno dei primi ad entrare in funzione nell’intero territorio provinciale.
Il cimitero funzionò fino alla fine dell’Ottocento, quando entrò in funzione quello attuale: fu allora che i lapiani cominciarono a chiamarlo “Camposanto vecchio”.
Fiorenzo Iannino